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Ago-2017

Gardone Riviera – Il Vittoriale degli Italiani – Casa Museo di Gabriele d’Annunzio

Durante un itinerario sul Lago di Garda la troupe di Eats&Travels non poteva non fermarsi a Gardone Riviera, in provincia di Brescia, per visitare la Casa Museo di Gabriele d’Annunzio, il Vittoriale degli Italiani.

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Qui Gabriele d’Annunzio visse gli ultimi anni della sua vita e qui morì nel 1938.
Il Parco del Vittoriale è molto ampio e necessita un po’ di tempo per essere visitato. Tra i punti di interesse maggiore il Mausoleo, dove è sepolto d’Annunzio, suggestivo per come è confermato, con la possibilità di arrivare nel punto più alto da dove si gode un panorama imperdibile sul Lago di Garda.
Sotto il colle mastio nel parco si trova invece la nave militare Puglia, forse il più suggestivo monumento del Vittoriale, donata a d’Annunzio dalla Marina Militare nel 1923.

Sempre nel 1923 giunse al Vittoriale il MAS 96. La sigla MAS significa motoscafo-anti-sommergibile, ma d’Annunzio aggiunse Memento Audere Semper, ovvero “ricordarsi sempre di osare”. Solo cinque anni prima, nel 1918, il poeta soldato a bordo del MAS 96 aveva portato a termine un raid militare eroico in Croazia, ridando speranza all’Italia pochi mesi dopo la disfatta di Caporetto.

Notevole è l’Anfiteatro affacciato sul lago chiamato da d’Annunzio “Parlaggio”, contiene circa 1500 spettatori e fu costruito riproducendo l’antica struttura dell’anfiteatro greco.

Tutto il parco è interessante e vale la pena prendersi qualche ora per visitarlo, ma la nostra curiosità era quella di entrare nella casa di Gabriele d’Annunzio, camminare nelle sue stanze, tra i suoi libri e i suoi oggetti.
Stupisce la penombra, quasi buio, infatti d’Annunzio rifuggiva la luce per un problema ad un occhio, bisogna ambientarsi per riuscire ad iniziare a vedere i particolari, stupisce la quantità impressionante di libri, praticamente in ogni stanza, pareti e pareti foderate da librerie, poi la stanza della musica con ben due pianoforti, la sala d’aspetto dove attese perfino Benito Mussolini, il bagno azzurro, la sala da pranzo con la tartaruga morta di indigestione nel giardino, posta come monito per gli ospiti a non mangiare troppo, e la stanza con lo scrittoio del Monco, dedicata alla scrittura epistolare, per far capire che Gabriele d’Annunzio non intendeva rispondere a tutti.

Ringraziamo Franca Peluchetti che ci ha accompagnato e guidato durante la visita alla casa.

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