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17
Dic-2018

Capalbio è …

Basi Strategiche   /   Tags:

Capalbio è il borgo più a sud della Maremma Toscana.

Capalbio è … mare
Capalbio è … cultura
Capalbio è … cucina
Capalbio è … vino
Capalbio è … ospitalità
Capalbio è … una vacanza diversa

La base strategica di Eats&Travels a Capalbio è l’Hotel Valle del Buttero, alle porte del borgo, il direttore Riccardo Sebastiani è stato la nostra guida e ci ha aiutati nell’organizzazione.

Conduttrice del video: Iuliana Ierugan
Riprese e montaggio a cura di Davide Romanini

Capalbio, centro storico medievale del 1200, sorge nel cuore della Maremma toscana e conserva quasi intatta la sua struttura originaria, risalente al tempo della dominazione Aldobrandesca.
La doppia cerchia di mura, ben conservata, cinge il castello davanti ad un panorama mozzafiato. ​Passeggiare per Capalbio è un tuffo nel passato e un’esperienza magica in una delle località che più simboleggia l’unicità del patrimonio storico, artistico e naturale italiano ​ ​Siamo nel comune più a sud della Toscana e se ​il borgo testimonia l’opera dell’uomo nel tempo​basta ​allontanarsi poche centinaia di metri dal centro per ritrovarsi attorniati dalla campagna e dalle colline​ della Maremma Toscana. ​
Una visita a Capalbio ​non può limitarsi al borgo, bisogna assolutamente raggiungere il mare e passeggiare per il litorale, che si estende per circa 12 km​ ​ed è caratterizzato da lunghe spiagge sabbiose e acqua cristallina, costeggiate da fitta macchia mediterranea.
Gli accessi alla spiaggia sono ​pochissimi,​ è famosa l’Ultima Spiaggia ma ​chi lo preferisce può ​trovare una spiaggia libera​ e selvaggia.

Una curiosità: la Maremma è stata terra di Briganti e a Capalbio bazzicò il più famoso brigante maremmano, tale Domenico Tiburzi che visse alla fine dell’800 guadagnandosi con le sue azioni la fama di criminale senza Dio ma contemporaneamente amato dalla popolazione di Capalbio dell’epoca che lo considerava una sorta di Robin Hood in salsa toscana e vedeva in lui un paladino della povera gente, un brigante che rubava ai ricchi per donare ai poveri.
Quando Tiburzi morì, nel 1896, il parroco di Capalbio si rifiutò di seppellirlo nel cimitero ma il popolo si ribello e il compromesso fu quello di seppellirlo sul confine, mezzo dentro e mezzo fuori dalla terra consacrata.
E se vogliamo continuare a parlare di personaggi dannati a pochi chilometri da qui, a Porto Ercole, nel 1610 trovò la morte il Caravaggio. In fuga rocambolesca da Napoli avrebbe contratto la malaria in queste terre allora paludose, ma c’è chi dice che fu assassinato.
Sulla Feniglia una stele ricorda l’evento che è tutt’ora avvolto dal mistero.

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